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domenica, luglio 15, 2007
SENTENZA DEL PROCESSO "NOTTETEMPO"

Giovedì 12 luglio, alle ore 23.30 è stata pronunciata la sentenza di primo grado del processo contro gli Anarchici di Lecce e provincia.

Vi è stata l'assoluzione per associazione sovversiva ma quattro compagni sono stati condannati per associazione a delinquere (art.416 c.p.).

Salvatore ha subito la pena più pesante a 5 anni, perché considerato il promotore di questa associazione, Saverio e Cristian, considerati partecipanti sono stati condannati a 3 anni, mentre Marina, sempre considerata partecipante a 1 anno e 10 mesi.

Gli stessi compagni, in maniera differente sono stati condannati anche per alcuni reati specifici: danneggiamento delle pompe di benzina di un distributore Esso, occupazione del Capolinea, manifestazioni non autorizzate, violenza a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere nei confronti degli immigrati che si trovavano all'interno del centro di detenzione, una scritta murale, diffamazione, minacce telefoniche nei confronti dell'ex direttore torturatore dell'ex Centro di Permanenza Temporanea di San Foca, Cesare Lodeserto, e nei confronti di due medici che vi avevano prestato servizio e che avevano redatto dei certificati falsi per occultare le violenze procurate dallo stesso prete e da alcuni carabinieri ad alcuni immigrati che avevano tentato di fuggire; ai medici e a Lodeserto sono state riconosciute alcune migliaia di euro di risarcimento per le minacce telefoniche che avrebbero ricevuto, mentre a uno dei due medici, dott.ssa Cazzato è stato riconosciuto un risarcimento di 50.000 euro per diffamazione.

Ad alcuni di questi reati sono stati condannati altri compagni; Sandro ad 1 anno, Massimo a 4 mesi e Laura a 100 euro di multa. Altri 8 anarchici imputati sono stati assolti completamente.

Tutti i reati sono sottoposti ad indulto.

Assoluzioni vi sono state per l'incendio del portone del Duomo di Lecce e per i danneggiamenti di alcuni bancomat di Banca Intesa, che deteneva i fondi del "Regina Pacis".

È sicuramente chiaro il messaggio che da questa sentenza deriva, punire pesantemente la lotta che è stata condotta in questi anni a Lecce contro il Centro di Permanenza Temporanea "Regina Pacis", e un monito agli anarchici che nonostante la galera e la repressione non hanno abbassato la testa; si è trovato così lo strumento dell'associazione a delinquere, non avendo elementi per poter applicare l'associazione sovversiva, per dare una lezione a coloro che hanno toccato i nervi scoperti di alcuni intoccabili potenti leccesi.

La difesa ricorrerà in appello ed è presumibile che lo faccia anche il p. m. per provare a far passare l'accusa di associazione sovversiva.

 Anarchici imputati

Postato da: KuroKo a 20:12 | link | commenti (6) |
comunicati

mercoledì, luglio 04, 2007
ULTIME UDIENZE DEL PROCESSO NOTTETEMPO

Una modifica del calendario processuale ha spostato le ultime udienze del processo contro gli Anarchici Salentini al 6 e 10 luglio ore 15.30 e 12 luglio ore 9.30 presso il Tribunale di Lecce. Nei primi due giorni sono previste le arringhe finali dei difensori mentre per il 12 luglio è prevista la sentenza di primo grado.
Invitiamo a sostenerci in aula e nelle iniziative che si svolgeranno per strada in questi giorni, ad iniziare da venerdì 6 luglio, quando si terrà un presidio informativo su Cpt e repressione in Corte dei Cicala a Lecce dalle ore 18.30.

Anarchici Salentini

Postato da: KuroKo a 08:51 | link | commenti |
appuntamenti

venerdì, giugno 29, 2007

L’udienza di ieri del processo nato dall’operazione “Nottetempo” contro gli anarchici salentini ha visto la requisitoria finale del P. M. e sono state formulate le richieste di condanna. Il P. M. ha parlato (a vanvera…) per quasi cinque ore, illustrando le “teorie” e le “strategie” secondo cui a suo dire gli imputati si sarebbero “ispirati”, e per farlo ha letto anche stralci di introduzioni di alcuni testi anarchici. Ha poi parlato della “organizzazione” anarchica a cui gli imputati apparterrebbero, e per dimostrarla ha citato i vari rapporti d’amicizia, le conoscenze, gli incontri tra i compagni salentini ed altri del resto d’Italia. Ha anche citato alcuni libri – uno in particolare – in cui secondo lui ci sarebbero le “strategie” per perseguire il sovvertimento dell’ordine costituzionale. Da quanto se ne sa, lui è l’unico ad avere individuato ciò in quel testo, ammesso che lo abbia mai letto! Infine, ha ripercorso la “spirale di odio, violenza ed intimidazione” che avrebbe colpito il Salento dal 2002 al 2005 e menzionato, per la milionesima volta, tutte le azioni che ha provato a ricondurre agli anarchici, tentando di essere piuttosto plateale per impressionare la giuria popolare, ma non riuscendoci neanche tanto, essendo un essere insipido…

La platealità e teatralità non è mancata invece all’avvocato di parte civile, Francesca Conte, che difende don Cesare Lodeserto e i medici che erano in servizio al Cpt “Regina Pacis”, Anna Catia Cazzato e Giovanni Roberti, costituitisi parte civile nel processo. Riguardo la dott.ssa Cazzato, l’avvocato ha cercato di attribuire alle minacce telefoniche che avrebbe subito, l’uso abbondante di psicofarmaci che ora è costretta a prendere e la sua precaria situazione psico-fisica!
Nella mattinata, prima della requisitoria del P. M., tre compagni hanno rilasciato in aula delle dichiarazioni spontanee.

Queste sono invece le richieste di condanna:
9 anni e 3000 euro di multa per un compagno;
7 anni e 500 euro per altri due;
6 anni e 250 euro per tre compagni;
5 anni e 6 mesi più 100 euro per altri sei;

inoltre sono stati chiesti un anno e mezzo per un compagno e due mesi per altri due, accusati solo di alcuni reati specifici e non per l’associazione sovversiva.
Anarchici salentini

Postato da: KuroKo a 22:25 | link | commenti |
comunicati

lunedì, giugno 18, 2007
ULTIMA FASE DEL PROCESSO NOTTETEMPO

Le ultime udienze del processo agli Anarchici Salentini imputati presso il tribunale di Lecce, con l’accusa principale di associazione sovversiva e vari reati specifici minori, si terranno nei giorni 28 giugno, 5 luglio e 12 luglio a partire dalle 9:30.

Chiediamo a chi ne ha il tempo e la possibilità di sostenerci in aula in queste ultime battute finali che vedranno lo show del Pm nel giorno 28 giugno, quando nella sua requisitoria conclusiva chiederà probabilmente la condanna all’impiccagione per alcuni di noi e alla ghigliottina per altri.

In tale data alcuni compagni imputati intendono leggere delle dichiarazioni spontanee e non sarebbe male essere in tanti a sostenerli. Su di loro grava ancora un ricorso per Cassazione, di cui ancora non è stata fissata la data, presentato dalla difesa contro l’ennesima decisione del Tribunale del Riesame di Lecce che aveva accolto l’ennesimo ricorso del Pm contro le loro scarcerazioni.

Il 5 luglio sarà la volta delle arringhe degli avvocati difensori e il 12 è prevista la sentenza.

Ogni udienza sarà seguita da presidi e iniziative.


Intanto il 14 giugno hanno deposto gli ultimi testimoni dell’accusa.



Anarchici Salentini

Postato da: KuroKo a 22:17 | link | commenti |
comunicati, appuntamenti

martedì, maggio 08, 2007
In REGIME di CENSURA

"Quest'uomo, benché potrebbe non aver effettivamente commesso il reato contestatogli, è tuttavia moralmente colpevole, poiché è un nemico giurato delle nostre vigenti Istituzioni”

Giudice Webster Thayer - * 1857 + 1933



Ricevo e - bullandomi forte del diritto di cronaca - pubblico un comunicato a firma Anarchici Salentini in riferimento al presidio pubbliczzato nel post precedente.

Quello che trovate allegato è un volantino che è stato diffuso nella serata di domenica 6 maggio a Lecce, volantino il cui scopo era di denunciare le mire della repressione e del Tribunale di Lecce nel processo contro gli anarchici salentini scaturito dagli arresti di due anni fa. Il pomeriggio dopo il volantinaggio – per cui era stato dato regolare preavviso – cinque compagni hanno ricevuto la visita della Digos, che gli ha notificato il sequestro del volantino con la motivazione che “presentava contenuti diffamatori, denigratori ed offensivi nei confronti delle sottoindicate persone: Lino Giorgio Bruno, sost. Proc. Rep. presso il Tribunale di Lecce; Alfredo Mantovano, Senatore della Repubblica; Cesare Lodeserto, prelato della Curia di Lecce; Cosmo Francesco Ruppi, vescovo della diocesi di Lecce; Giudici del Tribunale di Lecce, componenti della sezione del Riesame, non meglio indicati; Personale di Polizia Giudiziaria, non meglio indicato, chiamato a deporre in dibattimenti penali a carico di anarchici.

A parte il chiaro intento intimidatorio e la conferma che a Lecce stanno provando a fare piazza pulita degli anarchici utilizzando qualunque mezzo ed attaccandosi a qualunque minchiata pur di creare fastidi, questo episodio è solo la conferma che la verità fa male e che, a fare pubblicamente i nomi e cognomi di certa gente, si toccano dei nervi scoperti che fanno sempre male. È quasi banale dire che domenica prossima saremo nuovamente in piazza, a diffondere lo stesso volantino; l’appuntamento è esteso a tutti i solidali.

Domenica 15 maggio, dalle ore 17.30 alle ore 21, via Libertini ang. via Palmieri (di fronte al Duomo), LECCE, presidio e volantinaggio.

Anarchici salentini


Partita doppia

Da una parte, gli anarchici. Una trascurabile minoranza di persone contrarie a tutto, un sogno nel cuore ed un progetto nella testa. Sono trascorsi esattamente due anni da quando la repressione è venuta a bussare alle nostre porte, portandosi via cinque di noi tra carcere e arresti domiciliari e indagando molti altri per associazione sovversiva con finalità di eversione dell’ordine democratico. Solo dopo un anno e dieci mesi gli ultimi compagni vengono scarcerati, mentre il processo di primo grado è tutt’ora in corso. Che il vero terrorista sia lo Stato è cosa risaputa da tempo.

Dall’altra parte, don Cesare Lodeserto. Con esso anche l’arcivescovo di Lecce, Cosmo Francesco Ruppi e l’intera Fondazione “Regina Pacis”. Contro costoro da anni piovono pesanti accuse alternate a riabilitazioni mediatiche, mentre l’intera gestione di quello che era il Centro di Permanenza Temporanea è stata messa sotto accusa e tutta la “caritatevole” opera svolta dalla Fondazione ha subìto una pesante perdita di immagine.

Oggi, l’ennesimo ricorso contro le scarcerazioni degli anarchici effettuato dall’accusa è stato ancora una volta accolto da un Tribunale del Riesame asservitissimo, che ricalca pedissequamente i dettami del P. M. e contraddice le decisioni della Corte d’Assise, che segue il processo e valuta in base agli elementi processuali, contrariamente ai giudici del Riesame che decidono sulle scartoffie degli sbirri e – come appare sempre più chiaramente –, anche in base a direttive che giungono dall’alto. E rivolgono un chiaro invito a chi dovrà esprimere un giudizio sugli anarchici imputati: quello di cambiar rotta. È certamente un caso, ma questa nuova decisione arriva proprio mentre per don Cesare si chiudono le indagini che lo vedono coinvolto nell’ennesimo gioco di prestigio (avrebbe incassato illecitamente seicentomila euro) e alla vigilia di un nuovo processo che lo vede imputato. Casualmente, anche due anni fa gli arresti degli anarchici arrivarono dopo quello del “caritatevole” prelato…

In mezzo a tutto ciò, tanto altro. Un Pubblico Mercenario, Giorgio Lino Bruno, Accusa nel processo agli anarchici, personaggio schizofrenico, misogino ed ignorante, accecato dall’odio profondo nei confronti di chi ama la libertà; forse solo uno squallido personaggio in cerca d’autore (e di un po’ di gloria) per uscire dal grigiore della sua esistenza, oppure pedina di un progetto più ampio.
Poi, altri Pubblici Mercenari e altri Giudici, tutti – sia detto chiaramente – personaggi squallidi quanto Bruno, perché il loro stesso ruolo si accompagna ad un fetido puzzo di galera e a un fastidioso rumore di catene. Accusano don Cesare di aver rubato qua o malmenato là: per quanto ci riguarda non abbiamo bisogno della sentenza di un Tribunale per sapere che un carceriere è colpevole in quanto tale.
A difendere gli anarchici e solidarizzare con loro, solo i compagni, gli amici, alcuni onesti pregiudicati e altri individui non addomesticati.
A schierarsi con don Cesare ed i suoi scherani, tutta la stampa leccaculo, politicanti di destra e di sinistra, senatori al flambé ed integralisti cattolici talmente reazionari da fare impallidire qualunque cosiddetto “estremista islamico”.

Eppure… La sensazione è quella che le parti in gioco non siano solo queste, e che la posta sia ben più alta che non quella di far scontare ad alcuni anarchici salentini un bel po’ di anni di carcere. Certo, già così si otterrebbe il non misero risultato di togliere di torno alcuni individui insuscettibili di ravvedimento, fare il vuoto tutto attorno e provare a chiudere definitivamente il discorso anarchici nel Salento. Ma le mire dello Stato non possono solo essere queste, così come qualche infuocato senatore, ad esempio Alfredo Mantovano quando era al Ministero della Repressione, non può avere orchestrato tutto ciò solo per compiacere se stesso e fare un favore ai suoi compagni di merende della Curia leccese, questa associazione a delinquere di stampo cattolico.

Quello che a Lecce si sta provando ad ottenere è un precedente: una condanna per associazione sovversiva che si possa estendere, come sentenza di Cassazione da citare, a qualunque altro processo venga intentato contro gli anarchici in Italia. È questa manovra che va denunciata ed è in questo contesto che va inserito l’accoglimento sistematico del Tribunale del Riesame di Lecce contro ogni scarcerazione dei compagni pronunciata dalla Corte giudicante. Gli anarchici si sono opposti ad un lager a San Foca gestito da potenti, certo, e questo sarebbe già un valido motivo per fargliela pagare; ma è su scala nazionale (e non solo) che gli anarchici danno fastidio, addirittura pensano, quindi bisogna spazzarli via. A tal proposito nel processo salentino si lavora alacremente a qualcosa che per il momento appare solo in nuce; lo scopo è quello di preparare il terreno ad ulteriori manovre repressive di più ampio raggio – probabilmente a carattere nazionale – negli anni a venire. In questo senso sono da interpretare le testimonianze rese in aula da sbirri di ogni zona d’Italia dove ci siano compagni attivi nelle lotte: testimonianze che sono andate oltre il puro e semplice vaneggiamento poliziesco. Non crediamo sia un caso che deposizioni del genere siano state rilasciate in un processo a Lecce, dove l’assenza di precedenti del genere rende più agevole costruire castelli di carta abitati da fantasmi immaginari.
Denunciare pubblicamente le sporche manovre degli apparati repressivi è il primo mezzo per provare a contrastarle. Proseguire nelle nostre lotte di sempre significa non soccombere alla logica dell’intimidazione mafiosa tipica degli organi di Stato. Essere ancora per strada alla ricerca di complici, riconoscendosi sfruttati tra gli sfruttati, è solo la naturale conseguenza.

Alcuni anarchici amanti del flambé



Postato da: KuroKo a 20:52 | link | commenti (1) |
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domenica, maggio 06, 2007
Udienza del 3 Maggio-Presidio del 6 Maggio

Si è svolta lo scorso giovedì 3 maggio un’altra udienza del processo contro gli anarchici salentini, udienza che ha finalmente coinciso con la fine della triste sfilata dei testimoni dell’accusa. Nel caso specifico hanno testimoniato numerosi poliziotti e agenti della Digos leccese, con deposizioni che sono andate oltre il ridicolo, come quella di un poliziotto che ha testimoniato sulla circostanza che due anarchici salentini fossero andati in pizzeria con un compagno di fuori, o un’altra che affermava che un compagno avrebbe percorso a piedi, nei tre minuti di sosta della propria auto (in base al rilevatore satellitare posizionatogli) cinquecento metri, sarebbe salito al secondo piano di un palazzo, avrebbe appeso uno striscione e ripercorso i cinquecento metri in senso opposto, tornando all’auto, dimostrando quindi enormi capacità atletiche!

Particolarmente bella la deposizione di un agente che si trovava nella segreteria del CPT Regina Pacis l’11 luglio 2004, quando mentre fuori era in corso un presidio, c’è stata una rivolta di massa seguita da un tentativo di evasione. Lo sbirro ha affermato di essersi dovuto chiudere nello sgabuzzino attiguo alla segreteria quando numerosi internati del CPT hanno sfondato con una transenna la porta di quest’ultima e l’hanno devastata. Alla domanda di un avvocato sul perché questa circostanza non fosse emersa prima dalla sua relazione di servizio, la risposta è stata “Perché non lo ritenevo rilevante”; evidentemente sarebbe apparso troppo poco decoroso fare trasparire di essersi cacato addosso!

La prossima udienza si terrà giovedì 17 marzo e vedrà la deposizione dell’unico testimone della difesa e una discussione sull’art. 507 C.P.P., relativo all’integrazione di nuove deposizioni. Il P.M. ha già affermato che la sua sarà una richiesta nutrita. Nell’attesa, continua a depositare informative in ogni udienza, le ultime due proprio lo scorso giovedì, relative ad alcune scritte contro il Papa apparse a Lecce e a del materiale cartaceo trovato nel corso di una perquisizione durante gli arresti di due anni fa.

Intanto oggi, domenica 6 maggio, dalle 17.30 alle 21.30, presidio informativo con volantinaggio sull’attuale situazione processuale e repressiva, in via Libertini angolo via Palmieri (di fronte al Duomo). In seguto diffonderemo il testo del volantino


Anarchici Salentini

Postato da: KuroKo a 14:15 | link | commenti |
comunicati, appuntamenti

giovedì, aprile 26, 2007
Udienza del processo Nottetempo - 26.04.007

Si è svolta oggi 26 Aprile un'udienza del processo Nottetempo, che ha visto la conclusione della deposizione del sostituto commissario Costa che ha coordinato le indagini. Le domande degli avvocati hanno incrinato le sue certezze su vari elementi d'accusa; nella prossima udienza del 3 maggio si ascolteranno gli ultimi testimoni dell'accusa, ma il Pm ha già preannunciato che farà una nutrita richiesta di ulteriori testimoni ai sensi dell'articolo 507 che prevede di poter integrare la prova se strettamente necessario.

Guarda caso oggi si è appreso che il tribunale del Riesame di Lecce ha accolto il suo appello contro le scarcerazioni dei compagni attualmente liberi. Gli stessi dovranno ora ricorrere in Cassazione. Nell'udienza del 10 maggio verranno ascoltati i testimoni della difesa mentre il previsto esame degli imputati non si terrà perchè nessun imputato si sottoporrà ad esso.



Anarchici Salentini

Postato da: KuroKo a 20:28 | link | commenti |
comunicati

lunedì, aprile 16, 2007
Operazione Nottetempo: udienze del 5 e 12 Aprile

Le ultime due udienze del processo agli anarchici leccesi hanno visto una ulteriore sfilata di poliziotti come testimoni dell’accusa. Il sostituto commissario Costa della Digos di Lecce, che ha coordinato le indagini e che terminerà di testimoniare il 26 Aprile, ha proseguito la sua deposizione. Dopo una lunghissima relazione, durata per due udienze, riportante i titoli di tutti i volantini ascritti agli anarchici, la maggior parte dei quali raccolti per terra durante i volantinaggi, come ha espressamente affermato il sostituto commissario; lo stesso ha effettuato il riconoscimento delle voci parlanti nelle intercettazioni, e un ulteriore quadro generale di tutti gli episodi specifici riguardanti singoli reati imputati ai compagni. Insieme ad essi ha effettuato un ulteriore quadro generale di relazioni, amicizie, incontri, assemblee, conoscenze. La solita solfa ripetuta da svariati testimoni dell’accusa, probabilmente nell’intento di farle acquisire maggiore rilievo a forza di ripeterla. Nell’ultima udienza numerose sono state le figure ridicole di poliziotti e digos che per essere reticenti su tutto ciò che poteva essere a favore degli imputati tendevano al contrario ad esagerare gli avvenimenti rendendosi poco credibili e creando solo confusione. Intanto si è potuto comprendere che entro luglio questo processo potrebbe “già” finire. L’accusa terminerà con i suoi testimoni il 3 maggio, quindi con l’udienza del 10 maggio la parola passerà alla difesa. Nelle udienze di giugno probabilmente vi sarà la discussione finale di Pm e difensori e la sentenza è prevedibile per luglio.

Le udienze fissate sono il 26 Aprile, 3 maggio, 10 maggio, 14 giugno, 28 giugno, 5 luglio, 12 luglio. Nel frattempo il Pm si è opposto ancora una volta alle scarcerazioni dei compagni in custodia cautelare, che attualmente sono tutti liberi, presso il tribunale del riesame di Lecce con udienza prevista per il 13 Aprile. Al momento non se ne conosce ancora l’esito. Ci scusiamo per la mancanza di notizie sul processo in questo ultimo mese trascorso e di non essere stati molto chiari sulla sua fine, seppure nostro malgrado.


 Anarchici Salentini

Postato da: KuroKo a 20:35 | link | commenti |
comunicati, appuntamenti

martedì, marzo 13, 2007
Continua il processo contro gli Anarchici Leccesi

Dopo la totale liberazione di tutti gli imputati in custodia cautelare (Salvatore, Saverio, Cristian e Marina) avvenuta nell'udienza del 1 marzo 2007, altri testimoni dell'accusa sono stati ascoltati dalla Corte.

Non ha ancora concluso la sua deposizione il sostituto commissario della Questura di Lecce, che ha tracciato nelle ultime due udienze il filo riassuntivo delle accuse per singoli reati mossi ad alcuni compagni; mentre l'accusa per associazione sovversiva è stata nuovamente ritenuta insussistente dalla Corte nell'ordinanza che ha disposto la liberazione di tutti i compagni con motivazioni molto approfondite, anche il quadro indiziario per i reati specifici sembra sgretolarsi, anche in seguito alle trascrizioni delle intercettazioni ambientali, telefoniche e telematiche operate dai periti nominati dal tribunale. Nonostante tutto il P.M. continua ad avanzare la teoria dell'associazione sovversiva esistente ed operante su tutto il territorio nazionale e di cui gli anarchici leccesi sarebbero solo una parte. Infatti i suoi sforzi in tal senso sono stati e probabilmente saranno molto numerosi e costanti.

La stessa sua opposizione agli arresti domiciliari concessi a Salvatore e la libertà a Marina nel luglio del 2006 e che in seguito all'esito del ricorso in cassazione ha riportato Salvatore in carcere e Marina ai domiciliari per una settimana, è stata una palese manovra per rimettere in gioco la questione 270 bis.

Alcune testimonianze, più di altre, come quella del capo della digos di Torino, e il maggiore dei Ros di Trento, hanno aiutato in tal senso l'accusa, facendo comprendere più dal linguaggio utilizzato che non dal racconto dei fatti, quanto lo Stato Italiano stia lavorando in questa direzione, con la palese o mal celata affermazione da parte di questi uomini dello Stato che le loro indagini nei confronti degli anarchici, sono condotte per eversione sulla base della semplice idea, appartenenza, conoscenza tra individui.

I reati specifici sono solo il pretesto.

A tal proposito particolare rilevanza è stata attribuita al bollettino Tempi di guerra, mentre estremo rilievo hanno avuto i profili di alcuni anarchici che gli inquirenti considerano "leader" e di cui gli altri sarebbero "gregari" o "luogotenenti" (Termine usato dal maggiore dei Ros di Trento).

Nulla di nuovo sotto il sole ma dichiarato e reso pubblico. Non è ancora prevedibile la data della sentenza.

Prossime udienze giovedì 22 e 29 marzo, 5 e 12 aprile

Anarchici salentini

 

Postato da: KuroKo a 04:31 | link | commenti (7) |
comunicati

GIÙ LE MANI DALL’INFERMERIA OCCUPATA

Pubblico, con un ritardo che spero mi verra´perdonato data la mia assenza dall´Italia, una comunicazione dell´Infermeria Occupata di Bari diffusa due giorni orsono in seguito all'attacco incendiaro avvenuto ad opera di ignoti.

GIÙ LE MANI DALL’INFERMERIA OCCUPATA

L’ENNESIMA AGGRESSIONE

SABATO 10 MARZO, DOPO UN’INIZIATIVA A SOSTEGNO DELL’UNGDOMSHUSET DI COPENHAGEN, L’INFERMERIA È STATA DEVASTATA, SACCHEGGIATA ED INCENDIATA DA IGNOTI.



RIVENDICHIAMO CON FORZA LA PRATICA DELL’AUTOGESTIONE, DELL’OCCUPAZIONE E DELL’AUTORGANIZZAZIONE, CONTINUANDO NEL NOSTRO PERCORSO SENZA FARCI INTIMIDIRE DA NIENTE E DA NESSUNO.
PROPRIO PER QUESTO RESTA CONFERMATO QUESTO CONCERTO.

CONTRO OGNI TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE, REPRESSIONE O AGGRESSIONE

 

Venerdì 16 marzo concerto con

IL DISAGIO (d-beat hardcore da cagliari)


POST FATA RESURGO (dark crust da roma)

Funzionano Bar Popolare - Taverna Vegana - Distro DIY - InfoShop - Cassa Benefit

COME ARRIVARE -

DA BRINDISI / LECCE: S.S. 16 BIS USCITA 7B (DIR. MODUGNO). SUPERATO IL CAVALCAVIA USCIRE ALL’INDICAZIONE BRINDISI-TARANTO. GIRARE A SX, UNA VOLTA SUL PONTE PROSEGUIRE DRITTO FINO ALLA ROTONDA. ALLA ROTONDA A SX. PROSEGUIRE PER 500m. L’INFERMERIA È SUL BORDO DELLA STRADA A SX.

DA FOGGIA: S.S. 16 BIS USCITA 8 (AUTOSTRADA). PROSEGUIRE FINO ALL’USCITA PER MODUGNO. UNA VOLTA USCITI GIRARE A DX. PROSEGUIRE SINO ALLA ROTONDA. ALLA ROTONDA ANDARE DRITTO. PROSEGUIRE PER 500m: L’INFERMERIA È SUL BORDO DELLA STRADA SULLA SX.

DA BARI: PRENDERE VIA BRUNO BUOZZI IN DIR. MODUGNO. SUPERATO IL CAVALCAVIA USCIRE ALL’INDICAZIONE BRINDISI-TARANTO. GIRARE A SX, UNA VOLTA SUL PONTE PROSEGUIRE DRITTO FINO ALLA ROTONDA. ALLA ROTONDA A SX. PROSEGUIRE PER 500m: L’INFERMERIA È SUL BORDO DELLA STRADA.


L’INFERMERIA OCCUPATA RESISTE!!!



Postato da: KuroKo a 04:02 | link | commenti |
comunicati, infermeria occupata